Carissimo/a capo,
ti chiederai “E ora, che cosa devo fare?”. Se hai visitato il sito avrai ritrovato i contenuti del documento di lavoro “EMMAUS” preparato per il Convegno di Loreto 2022. Tutto bello ma… ora ti trovi a dover trasformare in pratica quello che hai letto. Appunto: “E io che cosa devo fare adesso?”
Domanda legittima. Te ne proponiamo, però, un’altra: “Qual è il bisogno che avverto per i miei ragazzi in questo momento e che mi ha spinto a cercare una risposta in questo sito?”
Nel desiderare per loro che possano acquisire una crescente familiarità con Dio che si fa presente nelle nostre esistenze, crediamo che tu possa ritenere utile immaginare due “situazioni”; non abbiamo la presunzione di cogliere tutte le alternative, per semplicità ipotizziamo di poterle raccogliere in due ambiti prevalenti.
Sappi che queste non sono alternative, non si escludono a vicenda, ma costituiscono possibilità da integrare. Nella consapevolezza che la prima è, in qualche modo, compresa nella seconda, in quel cammino cioè che l’Associazione ha scelto di percorrere assieme ai propri ragazzi e ragazze e che va sotto il nome di “EDUCARE ALLA VITA CRISTIANA”.
un primo passo
Pensi che i tuoi ragazzi e ragazze (siano lupetti o coccinelle, esploratori o guide, rover o scolte) abbiano bisogno di conoscere meglio un aspetto della vicenda di Gesù, o della Chiesa o qualche altro contenuto di fede o della morale cristiana?
Se la tua risposta appartiene a questo ambito, più precisamente riesci a identificare il tema, meglio è! Una volta che lo avrai individuato, dandogli il perimetro più chiaro che ti è possibile, raccogli le informazioni necessarie. Ricorda che non sei da solo: ci sono gli altri membri dello staff e della Comunità Capi che ti potranno aiutare. Tra di loro c’è la figura dell’AE (o dell’assistente spirituale) che ha una competenza specifica, rivolgiti anche a lui per definire ciò che vuoi far conoscere ai ragazzi. Una volta che avrai raccolto il materiale, pensa a un modo metodologicamente adeguato per proporlo.
Questa è propriamente un’attività di CATECHESI. Nella vita dell’unità ci possono essere momenti nei quali può essere una buona idea (anche necessario!!) proporre dei momenti di CATECHESI (o insegnamento). Ciò non è propriamente né preghiera, né una rilettura del vissuto alla luce della Parola di Dio, nello stile dell’EDUCARE ALLA VITA CRISTIANA” e, come richiamato nel documento Emmaus, non può da sola (la catechesi) esaurire la proposta che vogliamo fare ai ragazzi e alle ragazze.
un secondo passo
Pensi che i tuoi ragazzi e ragazze (siano lupetti o coccinelle, esploratori o guide, rover o scolte) abbiano bisogno di scoprire il Signore presente e all’opera nella loro vita? Come loro fratello maggiore avverti che sarebbe bello potessero crescere con questo sguardo? L’identificazione di questa necessità educativa è tipica di quel percorso, da vivere nel cammino scout, che ora chiamiamo EDUCAZIONE ALLA VITA CRISTIANA. Ci teniamo a sottolinearlo: esso include anche specifici momenti di CATECHESI, ma è più ampio. Le due sensibilità e attenzioni convivono e vanno curate entrambe.
Pensi quindi che abbiano bisogno di crescere, un po’ alla volta, nella capacità di leggere la presenza del Signore nelle concrete esperienze che si trovano a vivere? A partire innanzitutto da quel pezzetto della loro vita che vivono all’interno dello scautismo? Se vuoi proporre questo percorso di EDUCAZIONE ALLA VITA CRISTIANA (con lo stile di “EMMAUS”…), ti proponiamo queste attenzioni.
Nella normale vita di comunità (branco/cerchio, reparto, noviziato o clan) accadono molti eventi, e vengono svolte tante attività. Può accadere che tu percepisca che qualche attività già vissuta sia stata importante per i ragazzi o desideri che lo diventi, “riprendendola in mano”.
- Ripensa all’attività che i ragazzi e le ragazze hanno svolto o al momento comunitario vissuto (un grande gioco, un’uscita di squadriglia, un’impresa di reparto, una giornata di servizio comunitario, oppure di servizio singolo, un’uscita di strada etc.). Che cosa hai visto negli occhi dei ragazzi e delle ragazze della tua unità? Quali emozioni (positive o negative) sono emerse? Quali sono le parole che ti vengono in mente per descriverle? E quali quelle ascoltate da loro… Può bastare qualche spunto, non serve una descrizione.
Lo scautismo ci ha insegnato che le attività svolte, quando rilette, diventano esperienze… sono queste che toccano il cuore dei ragazzi e delle ragazze, sono le esperienze che vanno illuminate, comprese e che aiutano a crescere. Non sempre sono associate a momenti di felicità: a volte ci può essere uno scontro, una fatica da superare, una fragilità da accettare. In altri momenti si sente un grande slancio, pura estasi o semplice leggerezza: sono queste le pietre che ci permettono di costruire la nostra personalità e orientano il nostro vivere.
Se ripensi alla domanda da cui siamo partiti (“E ora, che cosa devo fare?”), ecco crediamo che ci sia una domanda diversa da porsi: “Che cosa abbiamo vissuto?”
È LA TAPPA che il documento Emmaus chiama “VIVERE”
- A partire da quelle parole (che forse sono un misto di idee ed emozioni), cerca un brano della Parola di Dio che aiuti a dar loro valore. Potresti voler esplorare con i ragazzi il senso della comunità, oppure il valore della tolleranza, oppure l’importanza dell’attenzione reciproca, oppure valorizzare il coraggio di rialzarsi dopo qualche fallimento. Oppure, semplicemente, potresti lasciarti ispirare da un brano della liturgia di quel giorno (magari il Vangelo ascoltato durante la Messa). Questi sono solo alcuni esempi.
Quali i criteri per la scelta della Parola di Dio? Potresti scegliere un brano nel quale Gesù o qualche altro personaggio biblico agisca, rifletta o manifesti un’emozione o un tratto di carattere che sia in sintonia con queste attitudini oppure, viceversa, sia in contrasto con le parole di partenza.
Certo, non è semplice… ma come per l’organizzazione di un grande gioco o di una fantastica route, potresti investire del tempo assieme al tuo staff (un’ora può bastare!) per approfondire alcuni brani biblici cercando di capire, innanzitutto, cosa quel singolo racconto dice a te, alla tua vita e poi cosa può esprimere in relazione all’esperienza vissuta nell’unità (vedi punto precedente del VIVERE). Un ultimo suggerimento: se non hai dimestichezza con la Parola di Dio, non preoccuparti… in ogni cristiano, infatti, c’è lo Spirito di Dio all’opera che saprà illuminarti. Poi potreste anche cercare aiuto da parte di un AE o da qualcuno che conosca meglio la Bibbia.
- A seconda della branca nella quale presti servizio, scegli lo strumento metodologico che ti sembra più adeguato per presentare la Parola di Dio e aiutare i ragazzi a interiorizzarla. Il nostro metodo ha un ricco linguaggio, da quello espressivo a quello simbolico, dai momenti di deserto alla veglia. Ecco questo linguaggio può essere usato per proporre l’incontro con la Parola: un gioco, una drammatizzazione, una caccia di spiritualità, un momento di silenzio, una lettura animata… Conosci tu i tuoi ragazzi e le tue ragazze, scegli tu lo strumento o la via per aiutarli a confrontarsi con la Parola. Ah, questo incontro vale anche per te, lasciati coinvolgere!
- Si apre qui il tema della tempistica: quando scegliere il brano della Parola di Dio da proporre ai ragazzi e alle ragazze? Immaginiamo insieme tre ipotesi:
- qualche giorno dopo aver vissuto l’esperienza, in modo che possa essere riletta in un momento successivo lasciando sedimentare le reazioni e le emozioni, ad esempio nella riunione successiva, al massimo un paio di incontri dopo.
- subito dopo aver vissuto l’esperienza, al suo termine. “Come è possibile?” Con la pratica e l’esercizio scoprirai di essere capace tu insieme allo staff (o anche da solo!!) di trovare un brano della Parola di Dio adeguato. Per questo è importante conoscere la Scrittura, ci sono tanti strumenti e mezzi che puoi usare per crescere nella conoscenza. Ricorda che il primo, più semplice, è sempre a portata di mano: leggerla! :)) E poi sappi cogliere anche i momenti importanti e significativi!
- prima di aver vissuto l’esperienza: “come è possibile?” forse ti starai domandando. È possibile, fidati! Con l’esperienza che cresce nel servizio, con la pratica e la tua sensibilità di fratello maggiore, puoi già ipotizzare alcuni dei “vissuti” possibili che i ragazzi vivranno durante un’attività o un momento di vita comunitario. Di conseguenza puoi preparare in anticipo qualche brano della Parola di Dio e al momento opportuno usare quello o quelli che ti sembrano più adatti. Un buon cacciatore ha tante frecce nella sua faretra!
È LA TAPPA che il documento Emmaus chiama “INCONTRARE”
- È importante, poi, che ci sia un momento di condivisione. È nella condivisione che siamo Chiesa e creiamo vincoli di comunità e fraternità. A seconda dell’importanza che vuoi dare a questa rilettura dell’esperienza o del momento di vita comunitaria che hai “messo sotto lo sguardo dei ragazzi e delle ragazze con la prospettiva della Parola di Dio”, offri loro un tempo adeguato. Fai attenzione al momento della condivisione, non sempre deve essere lungo, non sempre deve essere agile e veloce, sempre deve essere curato! Se puoi, non improvvisarlo. Valuta anche se proporre questo momento con tutta la comunità o se possa essere utile trovare forme diverse (es. in gruppi più piccoli o a coppie). Nella condivisione ciascun ragazzo e ciascuna ragazza si sentirà valorizzato per la propria unicità e, come capo, dovrai custodire e aiutare ciò che il ragazzo farà emergere, anche se non è ciò che pensi tu o ti fa piacere. Ma questo lo sai già! :)))
Ah, ricorda:
- Non è un momento di verifica, per dire cosa è andato e cosa non è andato. Si tratta piuttosto, un po’ alla volta, di aiutare i ragazzi e le ragazze ad imparare ad usare alcune parole della Bibbia per raccontare quello che hanno vissuto, o sentito o pensato. Anche tu imparerai un po’ alla volta a farlo. Come per tante altre capacità, più fai esercizio, più esse crescono.
- Non è neanche il momento per esprimere giudizi o di fare la morale… si fa così o non si fa così. Il brano che avrai proposto ti suggerirà invece delle parole che possono accompagnare la riflessione: fanne tesoro per condividerle con i ragazzi e le ragazze.
- Segni, simboli e gesti carichi di significato per chi ha vissuto quell’esperienza possono essere proposti per richiamarla, farla risuonare e lasciare un segno visibile che “apre a nuove interpretazioni”.
- Partecipa anche tu alla condivisione, nella misura e con il tatto che ritieni opportuno; sei il loro fratello maggiore, compagno di gioco, di avventura e di strada. Condividi ciò che i ragazzi e le ragazze ti avranno fatto scoprire della TUA relazione con il Signore, di come il Signore è presente nella tua esistenza. Anche tu sei discepolo sulla via di Emmaus con il Signore che ti accompagna nel cammino della TUA vita. Il racconto della Parola, quello dei ragazzi e delle ragazze dell’unità e il tuo possono dare nuova luce sull’esperienza vissuta.
È LA TAPPA che il documento Emmaus chiama “RACCONTARE E RACCONTARSI”
- Dopo la condivisione, con i ragazzi e le ragazze fai sintesi degli elementi di novità che sono emersi: sono i semi di cambiamento che la rilettura dell’esperienza ha fatto emergere e di cui ti puoi prendere cura per far crescere i ragazzi e le ragazze. Chiedi loro se ci sono aspetti della propria vita che vorrebbero cambiare, persone con cui vorrebbero parlare, situazioni che vorrebbero affrontare. Il cambiamento potrebbe consistere anche nella scoperta di un’attitudine o di un’abilità o competenza, in una sua maggiore consapevolezza da parte del ragazzo o della ragazza, che vale la pena confermare ed esercitare ulteriormente. Potrebbe anche emergere un aspetto che è risultato particolarmente accattivante o problematico del racconto biblico incontrato: specialmente i racconti evangelici mettono in luce delle caratteristiche e dei modi di essere di Gesù che non lasciano “indifferenti”.
- In un secondo momento, con lo staff valuta ciò che è emerso e quali sono le capacità che ti sembra siano state più attivate dall’esperienza vissuta insieme.
È LA TAPPA che il documento Emmaus chiama “GENERARE” (che abbraccia il futuro)
Vivere, incontrare, raccontare e raccontarsi, generare… è il nostro modo di vivere l’esperienza scout e, dentro questa, EDUCARE ALLA VITA CRISTIANA! Non ci resta che augurarti: buona caccia e buon volo, buon sentiero e buona strada.